Autore: John Green
Editore: Rizzoli
Pagine: 396 pagine
Il mio voto: 4/5
Trama: Quentin Jacobsen è sempre stato innamorato di Margo Roth Spiegelman, fin da quando, da bambini, hanno condiviso un'inquietante scoperta. Con il passare degli anni il loro legame speciale sembrava essersi spezzato, ma alla vigilia del diploma Margo appare all'improvviso alla finestra di Quentin e lo trascina in piena notte in un'avventura indimenticabile. Forse le cose possono cambiare, forse tra di loro tutto ricomincerà. E invece no. La mattina dopo Margo scompare misteriosamente. Tutti credono che si tratti di un altro dei suoi colpi di testa, di uno dei suoi viaggi on the road che l'hanno resa leggendaria a scuola. Ma questa volta è diverso. Questa fuga da Orlando, la sua città di carta, dopo che tutti i fili dentro di lei si sono spezzati, potrebbe essere l'ultima.
La mia recensione: John Green devo dire che é stata una rivelazione, non lo conoscevo fino a Colpa delle stelle, ma ne sono rimasta piacevolmente sorpesa. Ho voluto leggere anche questo romanzo in vista dell' uscita del film. I due protagonisti Quentin e Margo si conoscono e sono vicini di casa fin da piccoli, ma come spesso succede, gli anni passano e le amicizie si perdono. Ci si continua a vedere ma non frequentandosi più si diventa come due sconosciuti e si cresce con il ricordo che l' uno ha dell' altro. Frequentano la stesa scuola ma hanno amici differenti. Q é innamorato di lei e ammira tutti ciò che Margo fa, la vede un po come una divinità, quando una sera lei bussa alla sua finestra. Questo sarà l' inizio di una notte di avventure e di vendette.
Tutta la fantasia che ha Margo e la sua capacità di organizzazione é stata davvero bella da vedere, e in tutta la notte si alternano momenti di comicità di tensione di tristezza ma anche di felicità. É stato divertente vedere i mondi di questi due ragazzi così diversi interagire tra di loro e questo sarà uno dei pochi momenti in cui loro due durante il romanzo stanno davvero vicini. Infatti la mattina dopo Margo scompare, cosa un po scontata dato che si capivano le sue intenzioni dai discorsi della notte prima ma comunque d' effetto. Da qui inizia una specie di caccia al tesoro, alla ricerca di indizi, che devo dire é stata davvero divertente. Le città di carta sono il filo conduttore e lasciano quel alone di mistero ogni volta che se ne incontra una o anche solo quando se ne capisce il significato. Neanche a dirlo infatti le descrizioni sono ottime e ci si ritrova catapultati insieme a Q all' interno di luoghi poco ospitali. A questo punto trovato il luogo dove presumibilmente si trova Margo Q, i suoi due migliori amici e una amica della protagonista intraprendono un viaggio che risulterà essere molto divertente. Viene descritto ora per ora, cosa che ti fa immedesimare alla perfezione. Le situazioni che si sviluppano sono esilaranti, come per esempio la soluzione per fare pipì in macchina dato che il tempo per fermarsi non c'è, oppure il gioco cosa vedo metafisico, che sinceramente non avevo idea che esistesse hahahah. Fino all' ultimo secondo non si sa se Margo sia viva oppure no quindi quando il gruppo arriva e la trova mi sono davvero sorpresa. Ancora di più non mi aspettavo una reazione così amara da parte sua poi per fortuna Quentin la fa ragionare e inizia così il loro confronto. Iniziano a rendersi conto che l' idea che avevano l' uno dell' altra era sbagliata ma che si piacciono lo stesso, nel caso di Margo di più. Lei aveva architettato tutti i suoi viaggi perché erano cose che lei aveva raccontato in un libro dove i protagonisti erano proprio loro. Il finale mi ha lasciato a bocca aperta, non me lo aspettavo proprio. Questa storia d' amore é molto diversa da altre già raccontate, non ci sono cose smielate o scontate, tutt' altro, é proprio per questo che appassiona e ti fa restare incollato alle pagine fino all' ultima parola.
Citazione: “Ecco il brutto: da quassù non vedi la ruggine, la vernice scrostata, ma capisci che razza di posto è davvero. Vedi quanto è falso. Non è nemmeno di plastica, persino la plastica è più consistente. E’ una città di carta. Guardala, Q: guarda tutti quei viottoli, quelle strade che girano su se stesse, quelle case che sono state costruite per cadere a pezzi.Tutte quelle persone di carta che vivono nelle loro case di carta, che si bruciano il futuro pur di scaldarsi. Tutti quei ragazzini di carta che bevono birra che qualche cretino ha comprato loro in qualche discount di carta. Cose sottili e fragili come carta. E tutti altrettanto sottili e fragili. Ho vissuto qui per diciotto anni e non ho mai incontrato qualcuno che si preoccupasse delle cose che contano davvero.”

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